MORBO DI CROHN (MALATTIA DI CROHN)

Il Morbo di Crohn (morbo Crohn) è una malattia infiammatoria cronica intestinale (MICI) come la rettocolite ulcerosa.

Può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano.
Le lesioni sono segmentarie: le sedi più frequenti delle lesioni sono l’ileo terminale ed il colon.
La causa è ignota. Si rilevano componenti immunitarie rilevanti nella patogenesi del danno tissutale.
Caratteristiche cliniche: tendenza alla familiarità, decorso cronico intermittente.

I quadri clinici variano a seconda dell’estensione delle lesioni e della loro attività e severità. 

 

Fasi della malattia del Morbo di Crohn:

  1. Fase iniziale: infiammazione della mucosa e della sottomucosa, diarrea secretoria, malassorbimento
  2. Fase successiva: approfondamento delle fissurazioni, adesioni tra anse intestinali con formazione di fistole ed ascessi
  3. Esiti: della infiammazione (flogosi) con fibrosi e restringimento del lume (stenosi), ostacolato transito delle feci e fenomeni occlusivi

I sintomi del Morbo di Crohn sono:

  • Diarrea cronica intermittente
  • Irregolarità dell’alvo
  • Dolore addominale ricorrente
  • Dimagramento
  • Sanguinamento dall’ano
  • Lesioni anali o perianali
  • Manifestazioni extra-intestinali

Nei soggetti tra 15 e 25 anni è la più comune causa organica di dolore addominale ricorrente

 

Fattori di rischio del Morbo di Crohn sono la tendenza alla familiarità, l’assunzione di contraccettivi orali ed il fumo di sigarette

Forme cliniche della malattia di Crohn:

La forma acuta di esordio simula l’appendicite. Oppure c’è un periodo prodromico con sintomi di dolore addominale che inducono diagnosi errate.

Segni certi di malattia si hanno entro quattro anni:

  • Diarrea cronica intermittente
  • Dolori addominali
  • Perdita di peso
  • Sanguinamento rettale
  • Manifestazioni extraintestinali
  • Anemia

La principale variabile è la sede di malattia: quella ileale è tipica, quelle colica ed ileocolica frequenti.
Talora l’insorgenza di ascessi, ragadi e fistole anorettali possono essere legati alla presenza della malattia.

Altre forme di presentazione del Morbo di Crohn sono:

  1. Forma infiammatoria: si hanno diarrea e deficit nutrizionali
  2. Forma perforante o fistolizzante con diffusione trasmurale del processo infiammatorio: si hanno adesioni delle anse, ascessi e fistole tra intestino e intestino o tra intestino ed altri organi
  3. Forma fibro-stenotica: si creano ostacoli al transito del contenuto intestinale con sintomi occlusivi. 

Le complicanze del Morbo di Crohn sono:

  • Fistole interne o esterne
  • Sub-ostruzione intestinale
  • Perforazione
  • Ascessi intra-addominali
  • Manifestazioni sistemiche
  • Lesioni anali o perianali

Le complicanze della Malattia di Crohn sono legate al quadro anatomo-clinico:

  • Le fistole sono più comuni nelle forme ileo-coliche
  • Le lesioni anali in quelle coliche
  • Le ostruzioni nelle forme ileali

Le fistole possono essere interne cioè tra una parte e l’altra dell’intestino (enteroenteriche), tra intestino e vescica o vie urinarie (enterovescicali, entero-ureteriche), tra intestino e vagina (enterovaginali) oppure possono essere esterne, cioè tra intestino e cute (enterocutanee). 

Le lesioni anali sono gli ascessi e le fistole perianali.
L’ostruzione intestinale è comune nelle forme ileali e pone indicazione, nel 50% dei casi, ad intervento chirurgico: in genere sono fenomeni subocclusivi (intensi dolori, nausea, vomito, blocco intestinale) che si risolvono con emissione di abbondante materiale fecale liquido e gas.

Complicanze sistemiche del Morbo di Crohn (cioè generali e di altri organi): oculari (infiammazione dell’iride), cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso), articolari (artrite colitica, spondilite anchilosante), epatobiliari (infiammazione delle vie biliari, colangio-carcinoma).

Per la diagnosi del Morbo di Crohn lo specialista Gastroenterologo consultato suggerirà indagini di laboratorio sul sangue, esami radiologici ed endoscopici con biopsie: colonscopia con ileoscopia

La diarrea, i dolori addominali, il malassorbimento, la perdita di sangue (rettorragie) o la fistola perianale possono suggerire la malattia. L’anemia e alcune alterazioni dell’esame del sangue sono presenti.

 

Indagini di imaging.

La lastra Rx dell’addome, il clisma a doppio contrasto, il pasto opaco con studio seriato del tenue (o clisma del tenue) possono già permettere di fare la diagnosi. 

La preferenza per gli esami radiologi è oggi accordata all’entero-TAC e soprattutto alla entero-RMN. 

Ma è importante segnalare che l’ecografia delle anse intestinali può dare indicazioni importanti. In particolare la SICUS, che è l’ecografia delle anse intestinali con mezzo di contrasto (acronimo inglese da Small Intestine Contrast Ultra-Sonography) è un esame diagnostico non invasivo e indolore. Questa indagine ecografica è importante perchè riesce a stabilire il diametro del tratto di lume intestinale esplorato, lo spessore delle pareti, la loro motilità e rigidità. 

Prima dell’esame, si devono ingoiare 400-500 ml di Polietilen-glicole, una molecola inerte, che viene utilizzata come lassativo osmotico, in quanto ha la capacità di legare molecole d’acqua. Questo è il mezzo di contrasto utilizzato, quindi non una sostanza iodata o radiomarcata, e le successive ecografie vengono ripetute a intervalli di circa 30 minuti, per studiare i diversi tratti intestinali. L’esame dura perciò un paio d’ore. 

Questa metodica, che non è gravata dall’utilizzo di radiazioni, può studiare l’attività contrattile per tempi lunghi e, soprattutto, nel caso della malattia di Crohn, eventuali ispessimenti e/o dilatazioni delle anse. 

Ecografia delle anse intestinali 

Visione di ecografia di anse intestinali 

 

Ma gli esami endoscopici vanno sempre eseguiti con prelievi bioptici nelle sedi colpite dalla malattia. Bisogna effettuare la ileo-colonscopia. Questo esame di imaging permette di valutare l’aspetto delle lesioni: se c’è una lieve infiammazione oppure se vi sono ulcerazioni di varia forma ed il tipico aspetto a selciato. 
Talora ci sono restringimenti (stenosi).

La terapia (cura) del Morbo di Crohn prevede di contenere la flogosi e controllare i sintomi.

La terapia medica in genere è efficace, ma occorre una stretta sorveglianza clinica ed endoscopica.

In casi selezionati sarà necessario il ricorso all’intervento chirurgico.

 


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