Può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all'ano.
Le lesioni sono segmentarie: le sedi più frequenti delle lesioni sono l'ileo terminale ed il colon.
La causa è ignota. Si rilevano componenti immunitarie rilevanti nella patogenesi del danno tissutale.
Caratteristiche cliniche: tendenza alla familiarità, decorso cronico intermittente.
I quadri clinici variano a seconda dell'estensione delle lesioni e della loro attività e severità.
Fase iniziale: infiammazione della mucosa e della sottomucosa, diarrea secretoria, malassorbimento
Fase successiva: approfondamento delle fissurazioni, adesioni tra anse intestinali con formazione di fistole ed ascessi
Esiti: della infiammazione (flogosi) con fibrosi e restringimento del lume (stenosi), ostacolato transito delle feci e fenomeni occlusivi
Diarrea cronica intermittente
Irregolarità dell'alvo
Dolore addominale ricorrente
Dimagramento
Sanguinamento dall'ano
Lesioni anali o perianali
Manifestazioni extra-intestinali
Nei soggetti tra 15 e 25 anni è la più comune causa organica di dolore addominale ricorrente.
Fattori di rischio del Morbo di Crohn sono la tendenza alla familiarità, l'assunzione di contraccettivi orali ed il fumo di sigarette
La forma acuta di esordio simula l'appendicite. Oppure c'è un periodo prodromico con sintomi di dolore addominale che inducono diagnosi errate.
Segni certi di malattia si hanno entro quattro anni:
Diarrea cronica intermittente
Dolori addominali
Perdita di peso
Sanguinamento rettale
Manifestazioni extraintestinali
Anemia
La principale variabile è la sede di malattia: quella ileale è tipica, quelle colica ed ileocolica frequenti.
Talora l'insorgenza di ascessi, ragadi e fistole anorettali possono essere legati alla presenza della malattia.
Forma infiammatoria: si hanno diarrea e deficit nutrizionali
Forma perforante o fistolizzante con diffusione trasmurale del processo infiammatorio: si hanno adesioni delle anse, ascessi e fistole tra intestino e intestino o tra intestino ed altri organi
Forma fibro-stenotica: si creano ostacoli al transito del contenuto intestinale con sintomi occlusivi.
Fistole interne o esterne
Sub-ostruzione intestinale
Perforazione
Ascessi intra-addominali
Manifestazioni sistemiche
Lesioni anali o perianali
Le fistole sono più comuni nelle forme ileo-coliche
Le lesioni anali in quelle coliche
Le ostruzioni nelle forme ileali
Le fistole possono essere interne cioè tra una parte e l'altra dell'intestino (enteroenteriche), tra intestino e vescica o vie urinarie (enterovescicali, entero-ureteriche), tra intestino e vagina (enterovaginali) oppure possono essere esterne, cioè tra intestino e cute (enterocutanee).
Le lesioni anali sono gli ascessi e le fistole perianali.
L'ostruzione intestinale è comune nelle forme ileali e pone indicazione, nel 50% dei casi, ad intervento chirurgico: in genere sono fenomeni subocclusivi (intensi dolori, nausea, vomito, blocco intestinale) che si risolvono con emissione di abbondante materiale fecale liquido e gas.
Complicanze sistemiche del Morbo di Crohn (cioè generali e di altri organi): oculari (infiammazione dell'iride), cutanee (eritema nodoso, pioderma gangrenoso), articolari (artrite colitica, spondilite anchilosante), epatobiliari (infiammazione delle vie biliari, colangio-carcinoma).
La diarrea, i dolori addominali, il malassorbimento, la perdita di sangue (rettorragie) o la fistola perianale possono suggerire la malattia. L'anemia e alcune alterazioni dell'esame del sangue sono presenti.
La lastra Rx dell'addome, il clisma a doppio contrasto, il pasto opaco con studio seriato del tenue (o clisma del tenue) possono già permettere di fare la diagnosi.
Ma gli esami endoscopici vanno sempre eseguiti con prelievi bioptici nelle sedi colpite dalla malattia. Bisogna effettuare la ileo-colonscopia. Questo esame di imaging permette di valutare l'aspetto delle lesioni: se c'è una lieve infiammazione oppure se vi sono ulcerazioni di varia forma ed il tipico aspetto a selciato.
Talora ci sono restringimenti (stenosi).
La terapia medica in genere è efficace, ma occorre una stretta sorveglianza clinica ed endoscopica.
In casi selezionati sarà necessario il ricorso all'intervento chirurgico
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