Le domande che più frequentemente vengono rivolte allo Specialista Gastroenterologo su questa patologia sono:
PREMESSA. Le domande sono esposte in modo metodologicamente scorretto, ma questo è voluto, poiché il paziente esprime i suoi dubbi e le sue richieste senza seguire una metodologia clinica, essendo inesperto del problema medico. E spesso il medico curante e lo specialista Gastroenterologo si trovano a dover dare risposte il più precise possibile ad una serie di domande rivolte tutte insieme e senza una razionalità etio-patogenetica
1. Sono una ragazza di 22 anni, soffro spesso di forti mal di pancia, talvolta ho anche la diarrea. Una volta ho avuto anche febbre e cistite. Cosa potrei avere?
Deve fare una visita medica, che può evidenziare una dolorabilità in alcuni punti dell'addome, indicativi per patologie specifiche. Dovrà anche eseguire un esame del sangue, delle urine e delle feci, quest'ultimo completo, con ricerca di parassiti e sangue occulto.
2. Ma intanto mi devo preoccupare?
Direi di no. E' probabile che sia una sindrome del colon irritabile, ma non possiamo escludere una malattia infiammatoria cronica dell'intestino, come il Morbo di Crohn.
Il Morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che può colpire l'intestino in ogni sua parte, dalla bocca all'ano, anche se ha una localizzazione preferenziale nell'ultimo tratto dell'Intestino Tenue (Ileo) e nel Colon.
E' possibile: il sintomo con cui si rende clinicamente manifesto il morbo è proprio il dolore addominale. Spesso è presente la diarrea che usualmente è abbondante, con un numero elevato di scariche giornaliere e con segni di compromissione fisica generale (stanchezza, inappetenza, febbricola). Talora si manifestano per prime le complicanze della malattia: infezioni urinarie, fistole e subocclusioni.
E' segnalata una lieve prevalenza del morbo di Crohn nel sesso femminile (rapporto maschi/femmine = 0,8). La malattia di Crohn viene sempre più frequentemente riscontrata nei paesi ad elevato livello sociale ed industriale; predilige in particolar modo gli individui caucasici, mentre è rara negli individui di colore dei paesi in via di sviluppo. E' la più frequente causa di dolore addominale nelle giovani donne.
Il dolore addominale è uno dei sintomi più frequenti, indipendentemente dalla sede. Un altro sintomo che si accompagna al dolore è la nausea, talora seguita dal vomito.
Gli esami del sangue possono dare motivo di sospettarla, ma non di diagnosticarla. Caratteristicamente si può riscontrare anemia, riduzione del ferro, aumento della VES, aumento dei globuli bianchi e aumento di alcuni indici di infiammazione(PCR, mucoproteine, RA-test). Talora il morbo di Crohn viene confuso con appendicite acuta o cronica.
Il calo ponderale è un sintomo che può accompagnare questa malattia, quando vi è un coinvolgimento di un tratto intestinale esteso, tanto da determinare un malassorbimento di nutrienti. Ciò succede nelle fasi di attività della malattia ed è causa di deficit vitaminici, di calcio, di magnesio, di proteine. In alcuni casi la malnutrizione può essere così manifesta da provocare malessere generale, stanchezza e disturbi della memoria.
I segni obiettivi che il medico può evidenziare sul morbo di Crohn sono aspecifici e riferibili potenzialmente a qualunque malattia addominale, anche se alcune caratteristiche e tipologie del dolore possono far sorgere il dubbio. Il dolore è tra i sintomi più importanti della malattia e può essere rilevato dalla palpazione, specie in alcuni punti specifici. Nelle forme a localizzazione colica, può essere presente un importante meteorismo rilevato alla percussione.
Se è interessato il colon, la diagnosi è effettuata attraverso la colonscopia, che va sempre eseguite, possibilmente con esplorazione retrograda dell'ultima ansa ileale. Se è coinvolto il piccolo intestino (e particolarmente l'Ileo) la diagnosi può essere effettuata attraverso un esame radiologico che si chiama Rx-grafia del Digerente, con studio selettivo del Tenue. La Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) sta dimostrando di avere un'a buona sensibilità diagnostica, associata ad una scarsa invasività. Va eseguita in alcuni casi, quando prescritta dallo specialista gastroenterologo.
Nelle forme lievi-moderate si utilizzano diversi farmaci, spesso in associazione, che sono rappresentati dalla Mesalazina, Cortisone, Immunosoppressori (Azatioprina e Metotrexate). Nella forma severa, oltre agli Immunosoppressori, si utilizza l'Infliximab e talora la Ciclosporina.
Le indicazioni alla terapia chirurgica sono rappresentate dall'insorgenza di gravi complicanze acute o croniche, dal fallimento del trattamento medico o dalla intolleranza alla terapia medica. La chirurgia deve essere limitata ed estremamente conservativa, a causa della possibilità della malattia di ripresentarsi.
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